Tradizionalmente (almeno da quando le seguo, fine anni Settanta), le elezioni amministrative in Italia sono uno strano mix di pragmatismo e cabaret.

Forse, proprio per questo, non è assurdo che sia un comico (Beppe Grillo) a dare il "patentino" di capacità amministrativa alle due candidate a Roma e Torino.

Non credo che i miei colleghi all'estero troverebbero credibile un'investitura del genere.

Ma siamo nel paese in facciamo l'impossibile e costantemente ci attrezziamo per i miracoli.

E non è considerato qui assurdo che un movimento "nato dal basso", e che ha fatto della propria bandiera il "coinvolgimento", non perda occasione per far scelte che in altri tempi si sarebbero definite "berlusconiane".

Comprensibile la scelta di aver un team di cui può fidarsi, ma non è una nuova micro-impresa quella alla cui direzione si candida Chiara Appendino.

La scelta del team per Torino è stata fatta più con un processo di selezione del personale che andrebbe bene per una start-up che per una struttura organizzata che, nei fatti, è quella che impiega più persone su Torino- un paio di decine di migliaia.

Si dirà che la scelta è per un team "di indirizzo", non operativo- ma è stata "venduta" agli elettori come "la" scelta dei migliori candidati con le capacità più adeguate ad ottenere risultati- ed il discorso di Beppe Grillo ha solo rafforzato tale messaggio.

Se questo è l'inizio della nuova "visione di democrazia dal basso", ci stiamo orientando verso lo stesso modello adottato per Livorno, e mi aspetto che le "multe per i dissenzienti" ritornino.

Per ora resto neutrale- ma è sempre più difficile scegliere, tra un centro-destra evanescente, un centro-sinistra che essenzialmente offre la continuità ma non si capisce cosa vuole fare (ed i cui membri non perdono occasione di confondere gli elettori), ed un nuovo che avanza che ricorda sempre più spesso la mutazione nella "Fattoria degli Animali" di George Orwell.

Al Viminale han deciso che le elezioni si svolgano nel fine settimana del 2 giugno? Ricorda tanto il craxiano invito ad andare al mare.

Non mi piace quando chi ha un ruolo istituzionale invita nei fatti a non votare, ma nelle elezioni amministrative la scelta è utile solo a dare un peso sproporzionato a liste minori che, presumibilmente, hanno maggiori possibilità di convincere i propri sostenitori ad andare a votare.

Passiamo dalle investiture allo sviluppo economico, che comunque a Torino, visto il peso del debito locale, è indispensabile per mantenere i servizi, le infrastrutture, e dare un nuovo futuro alla città

Tra l'altro, è curioso in modo in cui il debito è stato ricordato anche da Beppe Grillo, con un paio di arrotondamenti e promesse di miracolose capacità taumaturgiche delle candidate a Torino e Roma, come se esser in grado di legger i bilanci fosse tutto ciò che serve per amministrare e gestire le risorse di "Torino SpA" (o "Roma SpA").

Siamo a Torino, e talvolta il "sistema Torino" torna utile, dato che è uno dei pochi casi in Italia in cui si riesca a "fare sistema": due fondazioni bancarie di rilevanti dimensioni, Città metropolitana, Regione, varie associazioni di categoria, operatori privati- tutti hanno concorso a render possibile il secondo posto ottenuto, dietro Amsterdam e davanti a Parigi ed altre, tra le città candidate per il premio iCapital.

Un difetto che però abbiamo in questo territorio (difetto che condividiamo con il resto del Paese) è che passiamo troppo tempo ad autocelebrarci.

Alcuni degli eventi (e "photo opportunities") durante questa lunga campagna elettorale francamente mi han ricordato la campagna dell'ex-Presidente Monti, quando i suoi consulenti tirarono fuori il cagnolino Empathy.

Uno dei punti di forza del Sindaco Fassino non è certo che lui è un organizzatore di feste- ma riesce a sfruttare occasioni meglio di altri per "far leva".

E, francamente (non è una dichiarazione di voto, ma una constatazione), ha usato le opportunità residuali del lascito olimpico meglio dei suoi predecessori.

Negli ultimi mesi ho visto sempre più spesso turisti stranieri- ed anche turisti in grado di dare visibilità "dall'alto" tramite il passaparola (ovvero: non ordinari turisti, ma persone con un grado di visibilità maggiore).

Resta da curare l'aspetto "accoglienza"- formando il personale degli uffici pubblici per evitare scene come quella che ho osservato ieri su un mezzo pubblico da parte di un controllore...

Altro che attrazione investimenti...

Meno male che nei locali, grazie anche al rinnovamento ("gentrification") che ha attirato operatori da fuori città (italiani e stranieri), il servizio sta diventando sempre più da città turistica (il cliente benvenuto).

Vincere un premio non basta, ed avere un Sindaco dedicato all'attrazione investimenti implica anche un "aiuto" dal Governo ad incentivare l'attrazione (e ritenzione) investimenti, ovvero ad attirare nuovi investitori e nuovi investimenti.

Possibilmente evitando di fare battaglie a somma zero, come vidi una decina d'anni fa, quando, dato che Sviluppo Italia era vista come espressione del Governo di centro-destra, le Regioni iniziarono a dotarsi di proprie agenzie di sviluppo- utilizzate, in effetti, dai potenziali investitori per "alzare il prezzo", mettendole l'una contro l'altra, magari poi per andare all'estero presentando le nostre proposte come una base di discussione.

Oltre ai premi, guardate le statistiche sugli investimenti diretti dall'estero- su nuove attività, non semplicemente la "presa in carico" di aziende ed attività esistenti.

Lascerò da parte la polemica sulle classifiche internazionali in cui l'Italia non viene vista tra i primi dieci paesi più "amichevoli" con gli investitori.

Ma in attesa di una elusiva riforma del sistema fiscale (in cui si continua a far il gioco delle tre carte tra tasse nazionali, tasse locali, tariffe- anche "Il Sole 24 Ore" ha espresso il suo scetticismo in varie forme questa settimana), forse un primo elemento a costo relativamente basso si potrebbe introdurre.

Un recente articolo indica in 33 giorni quelli necessari ogni anno per gli adempimenti fiscali.

Francamente, è un po' la media del pollo- dipende da cosa si fa.

Ma la mia personale esperienza solo per ri-registrarmi in Italia, cambiar residenza prima in provincia di Cuneo, poi a Torino, restando sempre in Piemonte, è francamente difficile da comparare con le mie precedenti esperienze per trasferirmi in due capitali europee.

Assumendo che sia impossibile passare da 33 giorni a pochi giorni, si potrebbe quantomeno introdurre un "tax credit" per la differenza di tempo rispetto alla media degli altri paesi europei- ed attribuire il costo della copertura direttamente alle amministrazioni interessate- come incentivo alla semplificazione delle procedure.

Sui quotidiani oggi è riportata l'idea di utilizzare i 100mila euro del premio ottenuto da Torino per un "welcome pack"- idea interessante, ma con quella cifra probabilmente si copre solo la fattibilità ed il concept (una specialità in Italia- ricordo il costo di alcuni "concept" per e-government un decennio fa in alcune regioni).

Potrebbe esser invece più efficace utilizzare quella somma per costruire una mappa degli interlocutori potenziali e delle iniziative, e stabilire canali di comunicazione coordinati, focalizzandosi su cosa, in effetti, assorbe più tempo per chi rappresenta potenziali investitori.

Le "cabine di regia" non dovrebbero esistere solo per gli eventi, e si potrebbe costituire un solo punto di raccordo- non tanto uno "sportello unico" (difficile da rendere operativo senza interventi normativi), quanto un "ufficio di collegamento" legato alle priorità- costantemente riviste, costantemente monitorate- parlando con gli investitori.