Talvolta le notizie convergono nei modi più inaspettati.

Bertolaso candidato per il centro-destra a Roma, ed un nuovo re-indirizzamento della campagna di M5S a Torino.

Cosa c'entra?

Beh, lavoravo a Roma su progetti nel settore pubblico durante le esequie di Giovanni Paolo II, e ricordo che nei miei contatti all'estero l'argomento più discusso era "ce la faranno gli italiani a reggere l'urto di milioni in visita"?

Francamente, devo dire che fui il primo ad esser sorpreso, anche se vista la storia della Protezione Civile in Italia ero ottimista (cfr. Zamberletti "Se la terra trema: a trent'anni dal Friuli Giuseppe Zamberletti racconta la nascita della protezione civile" del 2006 https://www.librarything.com/work/11909060/book/79674455).

Era divertente andar in giro dopo il lavoro e di notte e vedere una Roma stranamente meno caotica del solito, malgrado colonne di pellegrini che andavano e venivano.

Lo so, i miei colleghi romani hanno avuto una percezione diversa, ma visto da fuori e con esperienze all'estero ed in Italia di "osservazione" su altre emergenze (dalla neve alle esercitazioni post-9/11 in giro per l'Europa), la mia impressione era di una precisione quasi "svizzera" (come quando a Zurigo il tram si fermava ed aspettava l'orario esatto per ripartire dalla fermata, se era in anticipo).

Segno che anche noi siamo in grado non solo di gestire le emergenze (ma questo era risaputo- Giulio Andreotti scrisse un divertente libro su "Governare con la crisi"), ma di farlo in modo ordinato.

Non è un "endorsement" (sia perché sono a Torino, non a Roma, sia perché resto rigorosamente "aperto" sino alle elezioni), ma una valutazione oggettiva.

Anche se concordo che fare il sindaco non è solo una questione di amministrazione- le attività ed i vincoli dell'azione sul territorio che un'Amministrazione introduce hanno spesso impatti che si esauriranno ben dopo la fine del mandato- scelte politiche, non tecniche.

Se dovessi votare, guarderei anche al modello di città che vuole proporre- anche se, di questi tempi, magari per uno o due mandati avere qualcuno che noiosamente "ripulisca il territorio" potrebbe esser utile.

Ed il titolo si riferisce sia alla sua campagna, sia a quella del M5S a Torino (ed altre, come leggerete nel seguito).

La differenza? Nel suo caso, una persona con una coalizione in cui, come siamo abituati da due decenni, il solo collante è il candidato.

A Torino, si è partiti da una candidatura che dichiarava di esser "diversamente M5S" ma in realtà era sincronizzata con i diktat dei due lumi tutelari (che, insisto, più che mettersi di lato, non perdon occasione di mettersi di traverso e confermare che la democrazia interna non esiste).

Ho espresso su Facebook i miei dubbi sia sull'annuncio originale (concorso pubblico per gli assessori, con il vincolo che non siano stati mai iscritti ad altro che M5S), sia sulla "variante di valico" (il solito "scelta tramite click").

I tempi tecnici han convertito il "concorso pubblico" nella solita "scelta online" che tanto "successo" ha avuto nelle tornate precedenti, in quanto a qualità e trasparenza- sì, sono sarcastico.

Se poi si aggiunge la curiosità di avere, recentemente, lo stesso giorno in prima pagina la dichiarazione che Chiara Appendino non avrebbe applicato il diktat di Casaleggio (i 150mila di multa e contratto di consulenza), e nelle pagine interne l'indicazione di un emolumento ridotto per gli assessori e di una multa mensile di importo superiore all'emolumento per chi osasse cambiare casacca, si rasenta il ridicolo.

Ma oggi in realtà ho letto una cosa inusuale, in Italia: una netta inversione di rotta- ovviamente per realismo politico e necessità pratiche, adesso M5S a Torino accoglierà anche i transfughi da altri partiti che siano interessati a candidarsi online come potenziali assessori.

Ci vuole un certo coraggio politico (o "teflon alla Presidente Reagan"), per glissare così naturalmente da una posizione al suo opposto, ma è un segno di realismo politico che potrebbe far ben sperare di evitare un M5S alla livornese a Torino, in caso di vittoria.

Francamente, meglio così: manca una "classe dirigente M5S" e ci sono tanti che improvvisamente si scoprono "naturalmente affini", come sempre quando ci sono più sedie disponibili che candidati interni.

Anche se resto scettico sul reale potenziale di M5S di amministrare: una amministrazione Bertolaso può far valere forse sui partiti che la sostengono la necessità di guardare più a lungo termine e far vedere che il centro-destra può amministrare Roma e, in seguito, usar il "credito politico" per Palazzo Chigi (ci han provato in tanti, vedi Rutelli e Veltroni, chissà che prima o poi qualcuno ci riesca).

Ma se vincesse, come farà Appendino a convincere i suoi a continuare a supportare qualunque scelta? La "visione politica" di M5S troppo spesso si continua a ridurre ad una variante italica del "Gott mit uns"- siamo diversi, siamo giusti, e quindi non possiamo sbagliare... cosa che non ha impedito migrazioni di massa degli eletti a Montecitorio.

Se guardate le pagine locali dei due principali quotidiani di Torino (La Stampa e La Repubblica), noterete che stanno aumentando i casi in cui lo spazio per le proposte (ed inversioni di rotta o dichiarazioni ad effetto) di M5S aumenta, mentre i "concorrenti" hanno più spazio per quello che dicono contro M5S che per quello che propongono di fare.

In precedenza avevo scritto che avrei preferito in questi mesi di campagna più o meno dichiarata vedere un dibattito pubblico sulle proposte, sul "per cosa" e "come" vogliono occuparsi di Torino, una volta eletti, i candidati, con ovvi aggiustamenti continui delle proposte.

Le uscite di Casaleggio&Co stanno riuscendo a far sembrare alcuni candidati M5S quasi moderati e competenti, anche se la campagna per ora è più una partita di poker che basata sui programmi (ma a questo dovremo rassegnarci: in assenza di ideologie, nessuno scopre le carte davvero fino alla fine).

Ma mi sembra che il centro-sinistra a livello locale (e non solo a Torino) sia inchiodato in gran parte nella modalità "anti-Berlusconi" degli ultimi due decenni, semplicemente trasformata in "anti-M5S".

Per quanto riguarda il metodo di scelta dei candidati adottato da M5S, soprattutto degli assessori a livello locale, sono ancora più scettico di quanto non fossi già stato per le politiche.

In Lombardia (non parlo del M5S, ma in generale) alcune indagini sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella politica a livello locale avevan raccolto se non ricordo male un "segnale" secondo cui bastavan poche decine di voti concentrati per entrare in Consiglio in comuni non primari.

Immaginate con i "pacchetti di voti" che il crimine organizzato può gestire nei comuni intorno a Torino, pilotati tramite consultazioni online in cui bastan pochi voti per metter un candidato in lizza...

Io resto dell'idea che la scelta degli assessori sia una scelta non solo tecnica, ma di indirizzo politico.

E' pur vero che i due leader a Torino di M5S si son riservati l'ultima parola- ma se il "filtro iniziale" è stile talent show, o sconfessan la base e scelgono candidati fuori da quelli "candidati dal popolo" (e allora la diversità dov'è, rispetto alle scelte di Arcore e di Palazzo Chigi?), o il metodo di selezione riduce in partenza il bacino di potenziali candidati.

Il Sindaco in carica Fassino può far tutti gli annunci positivi che vuole sui risultati delle sue attività per attrarre investimenti a Torino, ma se i suoi stessi compagni di partito riempiono le pagine nello stile "anti-M5S", chi li nota? Anzi- sono riportati in modo talmente superficiale, che sembrano solo annunci da campagna elettorale...

Cui prodest? Paradossalmente, probabilmente M5S- che, in caso di vittoria, beneficerà dell'intensa attività diplomatica del Sindaco a cui subentrerà.

Per il momento, ad ogni "aggiustamento" M5S (reale o come provocazione), si sente la mancanza di qualcuno della squadra di Renzi in grado di aiutare il centro-sinistra a Torino (in senso allargato, non solo a Palazzo di Città) a gestire la comunicazione in modo più moderno.

Quello che riesce per ora è portare l'accento sul "sistema Torino", da cui è quasi ridicolo dichiarare la propria estraneità, una scelta quasi alla "Tafazzi", dopo due decenni di continuità amministrativa e politica.

E Lewis&Clark? Forse la loro esplorazione dei nuovi territori su incarico del Presidente Jefferson è il modello per la campagna per le amministrative 2016- non solo per M5S, e non solo per Torino (https://en.wikipedia.org/wiki/Lewis_and_Clark_Expedition).