References

Fortunato, Vincenzo
Ripensare la Fiat di Melfi. Condizioni di lavoro e relazioni industriali nell'era della «World Class Manifacturing»
BookID 114804860
ISBN 8843047345
(see LibraryThing.com card)

Description (from Amazon)---
My review: 3.5/5Interesting book that, despite the title, isn't simply the usual mumbo-jumbo about industrial relations, and is instead focused on the analysis how "lean" and "World Class Manufacturing" imply a significant paradigm shift in roles within an organization, beyond the traditional "class struggle" that still seems the inspiration source of many trades unions.

Caveat: as usual, my perspective is on organizational change, and I was interested in looking at an element that, along with communication, is often underestimated by studies originating in the USA, while instead is quite relevant in Europe.

An interesting surprise is represented by the first half of the book, that manages, in just 60 pages, to deliver a clear summary of theory and practice of post-Tayloristic production methods and HR management- actually, a literature breadth and depth that is missing by books hundreds of pages longer.

As for the subject of the book, i.e. how the programme to introduce the World Class Manufacturing within a site that had already been a "green field" adopting new organizational approaches within the FIAT group (automotive, currently called FCA after the merger with Chrysler), probably the best summary if delivered by the following quote (in Italian):
pag 148: "In sostanza, alla nuova learning organisation si accompagnano quelle che potremmo definire come una sorta di learning industrial relations.

Lo studio della FIAT-SATA ha evidenziato, inoltre, come il sindacato si presenta ancora troppo diviso e frammentato, proprio per il modo in cui è nato e si è sviluppato nel corso di questi anni.

Tale divisione rappresenta un vincolo sia nell'azione sindacale nei confronti dell'azienda sia un limite nei confronti dei lavoratori che preferiscono un rapporto diretto, non negoziato, con i responsabili di UTE, innazitutte, e con il management in generale.

Nella lean production e nella sua evoluzione verso il World Class Manufacturing un dato è evidente: cambia la natura del sindacato e con esso l'idea della contrattazione, in particolare, si passa dalla contrattazione-conflitto alla contrattazione-gestione che si realizza, innanzitutto, attraverso un processo di "personalizzazione" del conflitto, in base al quale il sidacato ha lafunzione principale di acquisire il disagio del lavoratore e di cercare di dare una risposta individuale, impedendo che il problema si estenda ed assuma una dimensione collettiva.

A questa funzione primaria si deve aggiungere la coresponsabilizzazione del sindacato nella gestione "concordata" di alcuni temi trattati soprattutto all'interno delle commissioni paritetiche.

Per quanto riguarda il sindacato, alcuni aspetti problematici riguardano, soprattutto, le modalità di reclutamento e selezione dei delegati finalizzate all'individuazione di persone competenti, dinamiche ed in grado di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di lavoratori; la formazione sistematica dei dirigenti e dei quadri intermedi, ma soprattutto dei rappresentanti sindacali (RSU) all'interno della fabbrica in modo da rafforzare la capacità di negoziare quotidianamente con i manager del personale e in sede di contrattazione integrativa.

I temi possono essere molteplici e riguardare le caratteristiche e gli strumenti del World Class Manufacturing, la gestione delle risorse umane, i sistemi di misurazione dei tempi di lavoro, l'ergonomia ecc.

Si avverte poi la necessità di un coordinamento più forte e strutturato tra il centro e la periferia che deve essere valorizzata come risorsa, unitamente ad un miglioramento della comunicazione tra i leader nazionali, locali e i delegati."
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